Esistono molti strumenti con i quali possiamo raccogliere informazioni riguardo a noi stessi. Le impronte digitali sono le più efficienti, personali ed obiettive tra tutti.

La scienza ha confermato alcune caratteristiche assai specifiche circa le impronte digitali:

  • Formate prima della nascita (4o mese di gravidanza)
  • Inimitabili (contrariamente ad altre parti del corpo)
  • Permanenti ed indelebili (le linee della mano invece possono cambiare)
  • Uniche (non esistono due impronte digitali esattamente identiche)
  • Immutabili nella vita di una persona (contrariamente a tutti gli altri organi ed elementi del corpo)
  • Indipendenti da fattori ereditari (anche gemelli identici hanno disegni differenti)
  • Indipendenti dal sesso (non ci sono differenze tra uomini e donne)
  • Indipendenti dalla razza (non ci sono differenze tra neri, bianchi o altri)
  • Indipendenti dallo stato psicofisico della persona (le emozioni e la salute non influiscono sul risultato del test)

Tale evidenza ha permesso una nuova prospettiva nel rilevamento precoce dell'origine e causa dei modelli comportamentali e nello sviluppo del MYMARQ Personality Test.

I valori sono come le impronte digitali. Nessuno le ha uguali all'altra, ma se ne lasciano tracce ovunque qualsiasi cosa facciamo
Elvis Presley

Dio ha creato segni e sigilli nelle mani delle persone, in modo da permettere ai loro figli di rilevare i loro sforzi
Vecchio Testamento

Invece sì; noi siamo capaci di ricostruire i suoi polpastrelli
Corano 75.4

Dei 2.000 corpuscoli di Pacini trovati in tutta la pelle che ricopre il corpo, 828 sono situati nelle dita
Frederic Wood Jones
300 B.C

702

1637

1684

1788

1823

1877

1880

1885

1891

1894

1900

1902

1903

1905

1926

2007

2013

300 B.C

I cinesi furono i primi ad utilizzare le impronte delle creste cutanee come segno di identità, alcune scoperte risalgono anche a 6000 anni fa. Dopo l’invenzione della carta da parte dei cinesi nel 105, è diventato comune per loro firmare i documenti usando le impronte digitali 

702

Utilizzo del dito indice per firmare documenti in Giappone

1637

Riferimenti alla nobiltà nell’uso delle impronte digitali come firma in India

1684

Inizio dell’osservazione e dell’analisi delle impronte digitali nell’emisfero occidentale, da parte del dottor Nehemiah Grew della Royal Society of London

1788

J.C.A. Mayer, medico ed anatomista tedesco, è stato il primo a scrivere riguardo all’unicità delle impronte digitali, disegnando diversi modelli

1823

Il dottor Johannes E. Purkinje, dell’università tedesca di Breslavia, ha classificato i modelli delle impronte digitali in nove categorie

1877

Herschel, nato in Inghilterra, iniziò ad usare l’identificazione tramite impronte nei tribunali criminali, nelle prigioni, per la registrazione degli atti e per il pagamento delle pensioni governative

1880

Henry Faulds, medico scozzese, ha condotto una ricerca in Giappone per collezionare impronte sia di scimmie, sia umane. Ha scritto una lettera, datata 16 febbraio 1880, a Charles Darwin con la sua scoperta che le creste cutanee sono uniche e classificabili

1885

Sir Francis Galton dall’Inghilterra (cugino di Charles Darwin) ha condotto la prima ricerca per dimostrare che non vi era alcuna correlazione tra impronte digitali e fattori ereditari, ma che sono uniche e persistenti

1891

Juan Vucetich, argentino, ha ideato il suo sistema di classificazione ed era il primo ad indirizzare la scienza delle impronte digitali a fini pratici per il personale delle forze armate. L’Argentina è stato il primo paese a credere totalmente nelle impronte come metodo di identificazione

1894

Sir Edward Richard Henry, inglese, sviluppa il sistema di classificazione più famoso, utilizzato con l’aiuto degli ufficiali indiani del Bengala

1900

Il Belper Committee ha raccomandato che tutte le registrazioni per l’identificazione dei criminali fossero classificate con il sistema di Henry

1902

Un processo ed una conseguente condanna hanno determinato l’inizio dell’uso delle impronte come prove nei tribunali di Inghilterra e Francia

1903

Primo utilizzo sistematico delle impronte digitali per la registrazione dei criminali a New York USA

1905

Primo processo per omicidio in Inghilterra nel quale le impronte sono usate come prove

1926

Harold Cummins, conosciuto come il padre dell’analisi delle impronte digitali, ha esaminato mani negli embrioni ed ha concluso che le impronte sono definitive nella sedicesima settimana di gravidanza

2007

Richard Unger, ricercatore statunitense, ha pubblicato il suo libro “Lifeprints” dopo 50 anni di studi circa la correlazione tra impronte digitali, mani e personalità

2013

Marianne Volonté, avvocato svizzero, ha fondato HandPower SA. Il marchio mymarq® è stato registrato nel 2017